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Chiaro, Cetto La Qualunque parlerebbe di pilu, ma il discorso è semplice e di immediata comprensione.
La Virtus Bologna deve partecipare alla prossima EUROLEGA se vuole dare un senso a tutta una politica
di crescita e di programmazione; ed il basket italiano ha tremendamente bisogno che la Virtus torni a
recitare su un palcoscenico che le appartiene per storia, titoli, tradizione ed anche per quella solidità
economica che la proprietà Zanetti porta con sé.

Ma anche EUROLEGA stessa non può ignorare che la Virtus fa parte di quella nobiltà sportiva assoluta da
cui non si può prescindere, se si vuole offrire un prodotto dove oltre lo spettacolo ci sia la qualità di nomi e storie di assoluto rilievo. Andiamo per ordine, e vediamo subito come il basket italiano abbia bisogno di riconquistare spazio ed attenzione tra il grande pubblico, ed il modo migliore è quello di offrire lo spettacolo di una grande rivalità. Nel paese dei guelfi e dei ghibellini, di Coppi e Bartali cosa allora di meglio dell’eterno duello Olimpia contro Virtus e giocato su un palcoscenico internazionale per aumentare l’interesse? Chi è abbastanza senior ricorda con enorme piacere i duelli verbali tra Dan Peterson e Valerio Bianchini, e quanto abbiano contribuito a promuovere il basket tra il grande pubblico, oggi diremmo quello delle reti televisive generaliste. Lasciatemi un attimo di commozione per ricordare l’eternauta, il prof. Dido Guerrieri e i suoi bellissimi articoli…..tutto quel complesso di cose, ed un livello tecnico elevatissimo faceva sì che la nostra
pallacanestro attirasse pubblico e sponsor.


Il primo effetto concreto di un arrivo della Virtus in EUROLEGA sarebbe quindi un immediato ritorno di
interesse sul basket, traducibile in aumento della domanda a livello di media e di afflusso nei palazzetti,

sperando che la pandemia venga prima o poi debellato.
Attenzione, non solo al Forum o alla Segafredo Arena, ma in tutti i palazzetti d’Italia dove giocano Olimpia e Virtus. Ma questo non basta, perché il secondo effetto è quello, immediato, di alzare il livello della
competizione, di alzare il livello dei roster e quindi di alzare il livello della stessa LBA. Non si va a prendere Belinelli, operazione davvero importante ed economicamente impegnativa solo per competere in Italia : è evidente che si vuole fare il salto di qualità, anche a livello di comunicazione e di impatto sui mass media. Tutto ciò alla fine si traduce anche in un aumento delle entrate economiche non solo delle società direttamente interessate, ma di tutto il movimento in genere e questo consente un maggior lavoro di programmazione e di investimento. Non si può prescindere da un elevato livello tecnico della serie A se si vuole offrire uno spettacolo interessante e attrattivo, perché il pubblico sportivo, intendo quello che paga gli abbonamenti della pay TV esige qualità in cambio dei suoi danari….allo stesso modo il pubblico più generico è attratto dal bel gioco, altrimenti cambia canale in fretta.
Dulcis in fundo, da un campionato forte perché spinto da squadre forti e solide ne guadagna la Nazionale, basta confrontare gli Albi d’oro delle Coppe e di EUROLEGA con le vittorie della Nazionale per capire che la relazione è stretta. Più canestri per tutti quindi ha bisogno per essere un programma realizzabile di poter contare sul traino
di una grande ed importante presenza italiana ai massimi livelli continentali; è per questo che la Virtus deve tornare in fretta al posto che le compete nell’elite del basket europeo.
Questo al di là del tifo e delle preferenze, perché poi alla fine di tutti i discorsi quello che amiamo è vedere belle partite di basket, se poi le giocano e le vincono squadre italiane, tanto di guadagnato!

Fonte e articolo a cura di MARCO GHISALBERTI

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