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Il presidente Sardara in un intervista dopo la semifinale di supercoppa persa contro Bologna non le manda a dire all’ex “formica atomica ” . “Gianmarco era troppo nervoso, sin dall’inizio. E questo non va bene, perché ha trasmesso nervosismo anche all’ambiente. Un conto è protestare per una decisione arbitrale. Un’altra cosa è perdere completamente il controllo. Dobbiamo stare calmi, Poz deve stare calmo, perché comportandosi in questo modo non si ottiene comunque niente.”

Non mi interessa parlare dell’arbitraggio perché un problema tra la Dinamo e gli arbitri non esiste e non deve esistere. Mi interessa parlare del nostro allenatore e del comportamento che lui e tutti noi dobbiamo tenere durante le partite.”

“Due espulsioni nelle ultime tre partite non sono qualcosa di cui andare fieri. Sono troppe e non hanno nessuna giustificazione. Gianmarco è eccessivamente nervoso e non va bene. Lui è fatto così, sappiamo
tutti che ha un carattere particolare. Sa che deve lavorare su se stesso, in passato da quando è stato con noi a Sassari lo ha fatto, si è applicato e ha ottenuto risultati, dai quali sia lui che noi abbiamo tratto giovamento. Ora si sta lasciando di nuovo un po’ andare, bisogna che si riparta da quel punto. Deve tornare a prestare la stessa attenzione e lo stesso impegno di qualche tempo fa. A Bologna ha iniziato a
protestare dalla palla a due, trasferendo all’ambiente un tipo di tensione che non ci possiamo permettere. Così non va bene, e bisogna essere onesti: gli arbitri all’inizio hanno tollerato, l’espulsione sarebbe potuta arrivare addirittura prima.”

“Gianmarco è e resta l’allenatore della Dinamo. Siamo convintissimi e felicissimi di andare avanti con lui. Ma voglio che si parli di lui perché è un bravo allenatore e ottiene buoni risultati, non perché si lascia andare a queste sfuriate. Ha l’occasione di consacrarsi a certi livelli, non può sprecare tutto.”

“Sono tornato a casa con un po’ di amarezza, perché ci siamo resi conto di potercela giocare, ma purtroppo non siamo arrivati a questo appuntamento nelle condizioni migliori. C’era un limite oggettivo legato agli infortuni e alle condizioni precarie di alcuni giocatori. Però da Bologna ho portato con me una certezza: a ranghi completi questa Dinamo se la gioca con chiunque.”

FONTE : NUOVA SARDEGNA

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