1 0
Read Time:5 Minute, 33 Second

Nel weekend è andata in scena al Palapentassuglia di Brindisi la sfida tra le prime due della classe.
Come nella gara d’andata, a prevalere è stata la NPB Brindisi che quindi si è portata in testa alla classifica
della LBA a pari punti con l’Olimpia Milano ma con il vantaggio negli scontri diretti e una partita in meno.
Le chiavi tattiche di una partita che non ha brillato per la spettacolarità sono figlie di un basket molto poco
attuale e vicino agli ideali romantici di chi si è formato nelle palestre dei primi anni 90’, in sintesi:

Over the weekend the challenge between the first two of the class was staged at the Palapentassuglia in Brindisi.
As in the first leg, NPB Brindisi prevailed and thus moved to the top of the standings
of the LBA on equal points with Olimpia Milano but with the advantage in head-to-head matches and one game less.
The tactical keys of a game that did not shine for the spectacular are the children of a very little basketball
current and close to the romantic ideals of those who trained in the gyms of the early 90 ‘, in summary:

  • Il ritmo: il fattore che sicuramente la fa da padrone in questa partita è il ritmo, e la sua gestione.
    Brindisi ha impresso il suo ritmo per tutta la partita decidendo deliberatamente quando accelerare
    e quando prendersi il rischio di giocare contro una difesa schierata. Gli unici momenti di sofferenza
    che ha avuto la squadra di casa sono stati quando Milano ha provato a pressarli, obbligandoli ad
    affrettare le operazioni, da queste situazioni sono nati tanti tiri fuori equilibrio e palle perse;
  • Le palle perse: anche se non emerge dai numeri un fattore determinante sono state le palle perse,
    non tanto per la quantità, infatti Brindisi ha perso 10 palloni (11.2 media stagionale) e Milano ne ha
    persi 12 (11.5 media stagionale), quanto la qualità delle palle perse. Infatti le palle perse da Milano
    si sono trasformate spesso in facili contropiedi per la squadra di casa, mentre la squadra pugliese
    piuttosto che regalare la palla sulle linee di passaggio sempre molto anticipate da Milano ha
    buttato la palla fuori dal campo, costringendo l’Olimpia ad attaccare difesa schierata;

The rhythm: the factor that certainly dominates in this game is the rhythm, and its management.
Brindisi set his pace throughout the game by deliberately deciding when to speed up
and when to take the risk of playing against a deployed defense. The only moments of suffering
who had the home team were when Milan tried to press them, forcing them to
hasten the operations, from these situations many shots out of balance and turnovers were born;
Turnouts: even if the numbers do not emerge, a decisive factor was the turnovers,
not so much for the quantity, in fact Brindisi has lost 10 balls (11.2 seasonal average) and Milan has some
lost 12 (11.5 seasonal average), as much as the quality of the turnovers. In fact the turnovers from Milan
they often turned into easy counter attacks for the home team, while the Apulian team
rather than giving the ball on the passing lines always very anticipated by Milan has
threw the ball out of the field, forcing Olimpia to attack the defense;

  • L’approccio difensivo: durante la partita abbiamo visto due modi diversi di interpretare la difesa
    schierata, se da un lato Milano ha sempre tentato di anticipare forte le linee di passaggio, Brindisi
    ha impresso fisicità costringendo l’attacco meneghino, un po’ stagnante, a ricevere la palla sempre
    molto lontano dalla linea dei 3 punti, generando situazioni di P&R poco pericolose, in particolare in
    una serata in cui Milano, ad eccezione per il Chacho autentico cecchino da 3, ha distribuito poco i
    tentativi da dietro l’arco (23 tiri di cui 10 di Rodriguez);
  • L’interpretazione offensiva: durante la partita abbiamo visto due modi abbastanza agli antipodi di
    attaccare, in particolare nell’utilizzo dei blocchi sia lontano che vicino alla palla, infatti mentre
    Milano ha sempre cercato conclusioni da notevole distanza, e anche quando ha provato ad
    avvicinarsi a canestro lo ha sempre fatto in maniera piuttosto lenta e leggibile (vedil 13/37 dal 2),
    Brindisi ha messo costantemente la palla in area con penetrazione dopo i cambi sui pick and roll, su
    cui gli esterni hanno attaccato forte i lunghi meneghini, e con gli esterni che spesso sono andati
    spalle a canestro, questo ha costretto Milano a chiudersi in area e ad essere più battibile sui close-
    out.
    In sostanza Brindisi, orfana di Perkins e Thompson, che insieme combinano di media oltre 26 punti ad
    allacciata di scarpa, oltre che di Coach Vitucci, ha portato a casa la partita imponendo semplicemente il
    proprio ritmo e difendendo con grande fisicità, senza inventare set offensivi particolari o difese match-up
    per ingabbiare i talentuosi giocatori meneghini. Per Milano un altro passaggio a vuoto in campionato che
    non può essere giustificato con le assenze di Hainz e Datome e con la stanchezza per la partita con l’EFES.

The defensive approach: during the match we saw two different ways of interpreting the defense
deployed, if on the one hand Milan has always tried to strongly anticipate the passing lines, Brindisi
impressed physicality by forcing the Milanese attack, a bit stagnant, to always receive the ball
very far from the 3-point line, generating low-risk P&R situations, particularly in
an evening in which Milan, with the exception of the authentic 3-man sniper Chacho, distributed little i
attempts from behind the arc (23 shots, 10 of which by Rodriguez);
The attacking interpretation: during the game we saw two ways quite the polar opposite of
attacking, in particular in the use of blocks both far and near the ball, in fact while
Milan has always sought conclusions from a considerable distance, and even when it tried to
approaching the basket has always done so rather slowly and legibly (see 13/37 from 2),
Brindisi consistently put the ball in the box with penetration after the pick and roll changes, up
to which the outsiders have strongly attacked the long Milanese, and with the outsiders who have often gone
back to the basket, this forced Milan to close in the area and to be more beatable on close-
out.
Basically Brindisi, orphan of Perkins and Thompson, who together average over 26 points ad
laced up with a shoe, as well as with Coach Vitucci, she took the game home by simply imposing the
at their own pace and defending with great physicality, without inventing particular offensive sets or match-up defenses
to cage the talented Milanese players. For Milan another empty passage in the league that
it cannot be justified with the absences of Hainz and Datome and with the tiredness from the match against EFES.

Fonte e Articolo : CARLO DE DOMINICIS collaboratore Basketroom

Happy

Happy

0 %

Sad

Sad
0 %

Excited

Excited
0 %

Sleepy

Sleepy

0 %

Angry

Angry
0 %

Surprise

Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Rispondi