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E’ durata poco meno di tre quarti il derby tra l’attuale Fortitudo,e una Virtus Bologna che quando decide di alzare il volume della radio in difesa diventa un brutto cliente per chiunque. Era una Virtus troppo brutta per essere vera….con all’attivo 15 palle perse in solo 18 minuti di gioco, una statistica pagata a caro prezzo coinciso con il miglior momento della Effe scudata che a sprazzi ha fatto vedere momenti di buona pallacanestro,specialmente quando Aradori e Banks sono riusciti a giocare all’interno del sistema di coach Sacchetti limitando al minimo i palleggi e gli isolamenti giocando un basket di sistema , dove anche l’atipicita’ dei lunghi Happ e Withers ha fatto il resto lanciando i biancoblu sul massimo vantaggio del + 13 . Ma la Virtus scesa in campo dopo l’intervallo ha mostrato un linguaggio del corpo del tutto differente rispetto ai primi 20 minuti iniziali, la coppia Gamble – Pajola smonta tutto il castello di carta della Fortitudo, l’americano sotto le plance e’ inarrestabile per chiunque,mentre il giovane play italiano dimostra ancora una volta tutti i suoi progressi e la sua crescita con un intensita’ e una pressione sulla palla, che permette spesso ai lunghi di avere sempre una corretto timing con delle posizioni difensive che portano stoppate, rimbalzi e palle recuperate a grappoli.Nel terzo periodo vengono fuori tutti i limiti delle Aquile in un roster che per profondita’ e qualita’ e’ ancora molto limitato sopratutto sotto canestro, dove Sacchetti al momento puo’ contare solo due giocatori come Happ e Whithers pronti per giocare a questi livelli,non a caso la panchina delle V nere ha prodotto cinque volte il ” fatturato ” di quella fortitudina, finisce 87 a 73 con gli uomini di Djorjevic in pieno controllo gia’ dall’inizio dell’ultimo quarto.

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