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La bellissima gara 7 finale di conference 2002 tra  Lakers e Kings, una delle gare piu belle dell’ultimo ventennio NBA.   Filosofie di basket totalmente differenti,  con  due  assistant coach  come Tex Winter e Pete Carrill  “padri fondatori ” rispettivamente dell’attacco Princeton e del   Triple post offense.  Da una parte i Sacramento Kings di Rick Adelmann, capaci di fondersi in un gruppo dove  il giocare l’uno in funzione dell’altro era un piu’ un piacere e un divertimento, un qualcosa che andava al di la’ dei risultati e del gioco stesso.I principi base di hand off,tagli sul post, ,split,veli, e ovviamente i tagli backdoor  erano il marchio di fabbrica  di un sistema in cui pochi credevano, per molti piu adatto a formazioni NCAA che ad  un basket NBA dove gli isolamenti in attacco  facevano ancora la parte del leone. Un sistema che sembrava cucito su misura per giocatori come Mike Bibby magnifico interprete  vero barometro dell’attacco,o per Cris Webber che con i suoi hand off e in post basso rendeva praticamente  impossibile le letture da parte delle difese.Doug Cristhie era il classico collante in grado di fare sempre la scelta giusta nel momento giusto, grande difensore  un uomo in missione che coach Adelmann spesso inviava sulle tracce delle star avversarie. Il quintetto era completato dai due serbi  dalla tecnica sopraffina come Divac  un playmaker aggiunto,passatore sublime in un sistema  come quello dei Kings ,che ne evidenziava ancora di piu’ la grande tecnica di base,mentre nello spot di guardia  era riempito da  Pedrag Stoijakovic tiratore micidiale dall’arco, con una tecnica di tiro cristallina, e con un rilascio veloce della palla in grado di punire anche i piu’ piccolissimi errori delle difese in termine di spazio-tempo. Sull’altro versante I Lakers di Phil Jackson discepolo di quel Triple post offense che tante vittorie  e gioie gli aveva dato nel  corso dei suoi anni ai Bulls. Quello di Jackson e Winter era una missione che andava oltre al valore di vincere un titolo Nba, era piu’ importante dimostrare come quel sistema di gioco fosse valido indipendentemente dagli interpreti che lo eseguivano. In molti nei successi dei Bulls avevano attribuito le vittorie   piu per meriti di un  extraterrestre come Jordan,che  al sistema  ideato da Tex Winter. Beh potremmo dire che la verita’ era come sempre nel mezzo… sicuramente l’attacco triangolo aveva portato dei benefici ai Bulls , un attacco che fece progredire tutto il resto del gruppo,il cosidetto “supporting cast ”   il gioco delle ” pari opportunita’ come lo defini’ M. Jordan in una famoso colloquio privato  con P. Jackson .  Ma nel triple post offense  Jackson oltre al clone di Jordan al secolo….K. Bryant , aveva un altra arma illegale in post basso, ossia quel Shaquille O’Neal in grado di  spostare da solo gli equilibri in  qualsiasi partita. Infatti il sistema di T. Winter si sposava a pennello  proprio per il centrone dei Lakers , che riusciva a trovare spazi  e angoli di passaggio per servire  sotto le plance Squaquille. Quest’ultimo oltre ad essere immarcabile sotto canestro era anche un sottovalutato passatore che spesso metteva  in ritmo giocatori come Fisher,Fox e Robert Horry. E quando la palla non arrivava subito in post a Shaq ,c’erano le successive opzioni fatti di movimenti  e spaziatura in base a quello che la difesa concedeva, sicuramente il triple post offense ogni volta che riusciva a ribaltare il lato alla palla  era in grado di trovare O’Neal , per la semplice ragione dovuta prorio a questo attacco che formando triangoli in ogni zona del campo,rendeva possibile sempre il passaggio  sotto le plance quando il centrone dei Lakers prendeva posizione. Ma adesso andiamo a goderci gli highlight di questa fantastica partita, sicuramente la vera finale  del titolo

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