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La firma di Kevin Punter col Partizan Belgrado di Obradovic sta tenendo chiaramente banco in questi giorni sui siti specializzati e sui social della tifoseria Olimpia; e a forza di leggere cose giuste, mezze verità e strafalcioni anche noi di Basketroom vogliamo dire la nostra.

Iniziamo col dire che in tempi non sospetti avevamo inserito KP0 nel nostro quintetto ideale di Eurolega, e che riteniamo che il suo percorso di crescita professionale abbia raggiunto nella scorsa stagione il suo apice, portandolo ad un livello di eccellenza continentale pienamente meritato e da che mondo è mondo quando si raggiungono e si consolidano determinati standard lavorativi la prima e legittima richiesta di qualsiasi professionista è un adeguamento di carriera e di retribuzione.

Questa è una legge che vale per tutti, dal Commissioner NBA Adam Silver che ha chiari obiettivi di sviluppo del business fino all’ultimo dei tifosi che magari spera che il suo contratto a termine diventi a tempo indeterminato, e si dà da fare per questo obiettivo….

Se questo non è chiaro, allora è inutile seguire uno sport professionistico come il basket dove i roster cambiano di anno in anno, dove non esistono più le “bandiere” ormai da anni e dove tutto è soggetto alle leggi del professionismo.

Leggere certi post di tifosi che parlano di ingratitudine, di comportamenti mercenari e via mercanteggiando lascia sinceramente allibiti: ma nessuno di voi ha mai chiesto un aumento di stipendio? nessuno, dopo un rifiuto in tal senso, ha mai provato a cambiare posto di lavoro?….tutti noi l’abbiamo fatto, ci abbiamo provato, e non per questo siamo mercenari, o voltagabbana.

Ecco, la storia di Punter è questa: è arrivato, magari tra i post scettici ed ironici ( questo giocava nella Virtus, dev’essere scarso…) di chi oggi si straccia le vesti, ha fatto benissimo ed alla fine ha avanzato le sue richieste economiche.

La società Olimpia ha fatto le sue considerazioni ed ha rilanciato un offerta che non è stata ritenuta adeguata; nel frattempo, non sappiamo quando, un altra società che aveva appena ingaggiato l’allenatore più vincente d’Europa si è fatta avanti con una sua offerta e con un suo progetto, ai quali Punter ed il suo agente hanno aderito.

Tutto qui, tutto all’interno di una cosa che si chiama professionismo, in un attività che ad alti livelli dura 10 anni o poco più nella maggior parte dei casi, e che porta a cambiamenti continui sempre alla ricerca del miglior ingaggio possibile: se poi pensiamo al tipico pragmatismo americano, capiamo bene che non c’è spazio per i sentimentalismi di qualsiasi natura.

Del resto il compianto barone De Coubertin poteva ben dire che l’importante non era vincere, ma partecipare…ma lui era barone, poteva vivere di rendita, mentre a tutti noi, Punter compreso, tocca alzarci la mattina e guadagnarci la pagnotta.

Post scriptum: come tifoso, grazie Kevin e in bocca al lupo per la tua nuova avventura!!!!

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