I bad boys l’incubo ….di M.J.

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ANNEDDOTI E  CURIOSITA’

 

 

  •  Dopo il dominio degli anni 80 del binomio Lakers – Celtics, tutto faceva pensare che lo scettro della NBA  sarebbe passato nelle mani di Micheal Jordan e dei suoi Bulls  che dopo  il giusto “praticantato”  da playoff  avevano tutte le carte  in regola per poter dominare gli anni a venire nella lega piu’ prestigiosa al mondo.Ma non ando’ propio cosi perche’ per due anni (1989-1990) l’estate di M.J.  furono dei veri e propri incubi,due eliminazioni cocenti  nelle finali di conference,ad un passo da quella tanta agognata finale NBA che sua maesta’  non vedeva l’ora di giocare

  • Partiamo dalla stagione 1988 perche’ in quell’anno i Detroit Pistons per tutti i Bad Boys della lega erano  gia andati vicino contro i Lakers  alla vittoria del loro primo anello NBA. Fu  un fallo dubbio  nel finale di gara 7 fischiato ai danni di Jabbar da parte di Laimbeer a decidere le sorti di quella gara,facendo bissare a Magic e compagni quello conquistato l’anno prima. E nel 1989  i Pistons aggiunsero al loro roster anche Mark Aguirre che andava ad aggiungersi  ai vari I.Thomas,J.Dumars   e ai dominatori delle plance ,Laimbeer,Mahorn ,Salley e Rodman,autentici animali per rimbalzi e difesa,  Una linea ” maginot ” che specialmente sotto i tabelloni spazzo via i Bulls ancora troppo acerbi sia dal punto di vista tecnico che caratteriale con un gioco troppo monocorde tutto basato sugli isolamenti in attacco  di cui era protagonista  M.J. a cui Doug Collins ovviamente consegno’ le chiavi del suo attacco. il risultato fu un 4 a 0  nelle finali di conference che rispediva le ambizioni di Jordan e company all’anno sucessivo.

  • Nel 1990 le cose sostanzialmente non cambiano, l’unica novita’ e’ la promozione a capo allenatore di Phil Jackson che subentra all’esonerato D.Collins , reo di aver puntato tutte le sue fiches sul numero 23, ma anche a causa di contrasti interni con l’assistant coach  Tex Winter grande conoscitore della pallacanestro che in piu di un occasione aveva proposto  un sistema come il ” Triangolo “ un modo per migliorare il supporting cast della squadra , e che facesse  fare il salto di qualita’ definitivo nella corsa al titolo.  Anche nelle finali di conference del 1990 le protagoniste sono ancora loro i Pistons dei bad boys e i Bulls che sembrano tutta un altra squadra grazie  anche al nuovo  attacco triangolo che P.Jackson adotta propio per esaltare il collettivo  cercando anche di togliere le troppe pressioni e aspettative che gravavano sulle spalle di Jordan. Ma anche  nella rivincita  i  Pistons  non hanno voglia di abdicare e raggiungere un ulteriore finale,le gare sono ovviamente molto muscolari e fisiche  autentiche battaglie dove i vari Laimbeer,Salley e Rodman vanno a nozze con colpi anche ai limiti del regolamento, in campo e’ un autentico trash-talking  una battaglia  psicologica che va spesso anche sopra le righe.I Bulls  alla lunga  devono cedere in  6 gare soccombendo per 4 a 2,e’ ancora una volta Jordan e’ costretto ad alzare bandiera bianca in quello che per lui stava diventando un vero e proprio  incubo.

  • Nell 1991  ci sono due fattori che alla lunga determineranno la fine dell’incubo di Jordan e company….. e tutto ha inizio nell’estate del 1990 quando lo staff tecnico dei Bulls decide di apportare due modifiche importanti, la prima riguarda Jordan che mette su chili e massa muscolare  per prevenire infortuni ma anche in propensione dell’ennesima battaglia che Air dovra’ affrontare contro quei bad boys che sicuramente non hanno voglia di abdicare. Il secondo fattore e’  di natura tattica , di comune accordo P.Jackson e Tex Winter passano   dallo schieramento ad una guardia a  quello due guardie, che permette all’attacco Triangolo di avere molte piu’ opzioni e molta piu possibilita’ di ribaltare il lato alla palla togliendo alla difesa Pistons quella pressione che spesso esercitavano su Paxson  e quella fisicita’ che aveva  caratterizzato le sfide precedenti. Questi cambiamenti portarono i Bulls a dominare  quella serie dall’inizio alla fine infliggendo ai Pistons  un sonoro 4 a 0  mettendo fine agli incubi  e ai complessi di inferiorita’ che fino a quel momento Chicago dovette sopportare

  • Era talmente alta la rivalita’ tra i protagonisti delle due squadre che ancora oggi a distanza di 30 anni l’odio sportivo non si e’ ancora placato come dichiarato in una recente intervista a Micheal Jordan

  • Appena  finita  gara 4 i Pistons furono protagonisti di un episodio  che  di certo  butto’ ancora piu benzina sul fuoco gia ardente….infatti ad eccezzione di .Dumars e Salley  tutto il roster di Detroit usci in fretta e furia dal campo senza salutare i vincitori, uno smacco che ancora oggi  a molti giocatori dei Bulls non e’ andato giu Jordan in primis

  •  Nel 1992  gli strascichi continuarono anche in chiave Dream Team con la clamorosa  esclusione di I.Thomas,  esclusione che sembra sia partita propio dalla volonta’ di M.Jordan che non aveva dimenticato i maltrattamenti psicologici e fisici nonche’ irrispettosi e  spesso ai limiti del regolamento nelle serie  degli anni precedenti tra i Bulls  e i Pistons

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