Finale Coppa Italia : Milano è un rullo compressore, anche Pesaro si arrende

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Una finale che non ti aspetti, che riporta alla memoria le grandi sfide degli anni 80 e 90, ma non una finale a sorpresa, perché Milano è sempre stata un altra cosa e Pesaro non è lì per caso ma per pieno merito, dopo aver eliminato Sassari e Brindisi con la forza del collettivo.
Più che Davide e Golia, è la sfida tra una squadra costruita per l’Eurolega ed una che è forse quella col miglior rapporto tra costi e qualità del nostro campionato; ed un mese fa in LBA Pesaro aveva costretto Milano ad una vittoria faticosa e per niente scontata.
Milano inizia al piccolo trotto, Caine sorregge i suoi, ma poi la mira difetta ai pesaresi che fanno 1 su 7 da tre e l’Armani chiude il primo quarto con Moraschini sul 21 a 15, dando la sensazione di essere sempre in controllo.
Due liberi ed una tripla di Datome all’inizio del secondo quarto danno il primo strappo al match, portando Milano al più 13 e obbligando Repesa ad un time out urlato per cercare di caricare i suoi ; ma l’uscita non è favorevole a Pesaro e Shields scrive il più 17, prima che Punter metta i punti del più 19 milanese con secondo time out di Repesa.
Caine interrompe un parziale di 18 a 0 milanese e sembra ridare un minimo di verve ai suoi, per tentare di restare aggrappati alla partita, anche se le palle perse sono già 10, e questo contro la difesa di Milano non c’è lo si può permettere.
Se poi il Chacho illumina e i tiratori milanesi dall’arco non sbagliano per Pesaro inizia a farsi notte fonda, e si arriva all’intervallo con Milano sul 48 a 21, parziale di 27 a 6 nel quarto.
Per quanto stiamo vedendo, servirebbe una dormita colossale dell’Armani per riaprire questa partita, perché Pesaro comunque sta provando a fare il suo gioco, la questione è che Milano non concede nulla.
Al rientro la musica non cambia, la difesa è l’arma di Milano sulla quale costruire una fluidità in attacco che non concede scampo a Pesaro, e Punter scrive il più 33 nonostante il quale Messina continua a martellare i suoi.
La cosa più evidente è l’intensità del gioco di Milano, difesa o attacco è uguale, ed il fatto di giocare una partita abbondantemente già decisa con una ferocia agonistica da grande d’Europa, e che sta imparando dai suoi senatori come si fa ad essere una squadra vincente.
A chiudere il quarto ci pensa una tripla a fil di sirena di Datome, per un punteggio di 74 a 36, più 38, e il commento è già nei numeri.
L’ultimo quarto inizia con Caine, ultimo pesarese ad arrendersi, e con la panchina milanese che inizia a svuotarsi mentre Pesaro ritrova mira dall’arco seppur sempre a meno 30, nel momento in cui le difese iniziano ad essere meno rigide.
Il punteggio finale di 87 a 59 consegna a Milano la settima Coppa Italia, l’ottava personale per coach Messina, e ci lascia una squadra che ha dominato non solo la manifestazione, ma che sta dimostrando di essere ad un livello di solidità mentale e tecnica da élite europea.
Onore a Pesaro, che ha fatto un bel lavoro, un ottimo torneo e che non deve rimpiangere niente, anzi deve essere consapevole di avere un gruppo solido e dalle buone prospettive.
Per concludere, Mvp del torneo a Gigi Datome, giocatore di classe, di solidità e di squadra che ben rappresenta questa Milano di caratura internazionale.

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