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La serata meravigliosa di Mosca, con un Olimpia stellare che si è imposta di autorità sul CSKA ci lascia in eredità alcune, incrollabili, certezze adesso che la squadra ha agguantato il secondo posto in classifica, e non è una sorpresa.

La prima è che questa Olimpia è una squadra, nel senso compiuto della parola, e che dell’essere squadra ha fatto la sua cifra distintiva, il suo modo d’essere e di giocare: unita, compatta, pronta al sacrificio.

Il primo quarto, 30 a 10 nasce da una solidità difensiva totale e dal sapere trovare in ogni occasione la soluzione migliore, il compagno meglio messo; ma tutta la partita si sviluppa su una trama di sacrificio per il collettivo.

La seconda, che le grandi individualità che logicamente ci sono in una squadra che ambisce ai massimi traguardi sanno essere al servizio di tutti, sanno rinunciare al tiro o al momento di gloria del singolo per andare in aiuto, per piegare ancora di più le ginocchia in difesa : vedere Roll, esterno puro, che accetta il sacrificio di reinventarsi playmaker e difende come un mastino è il manifesto dello spirito delle scarpette rosse, quello che Dan Peterson sintetizzava con lo slogan “sputare sangue”.

Terzo punto fermo, alcuni di questi giocatori, Punter e Shields per primi, sono cresciuti in maniera incredibile, merito loro e merito di chi ha visto in loro la possibilità di fare quel salto di qualità che li rendono non solo dei tiratori, ma dei punti di riferimento nelle due metà campo.

Quarto, ci sono giocatori, vecchi, bassi e stanchi che tutte le sere spiegano basket, spiegano come si fa a vincere, spiegano cosa è la vittoria: Hines è lo spirito di questa squadra, tutto quello che non è statistica.

Quinto punto fermo, Messina è chi ha scelto, plasmato e cresciuto questo gruppo, lui, il suo staff, Stavropoulos, la società sono chi gestisce in modo razionale e vincente questo percorso, rendiamo quindi loro il giusto merito.

E chissenefrega se in LBA ogni tanto la squadra gioca al risparmio, i conti si fanno ai playoff.

Intanto i playoff di Eurolega sono ormai blindati, garantiti, adesso si tratta di non avere infortuni ulteriori e di non trovare un Efes sulla propria strada.

I turchi anche in questo turno hanno vinto, rifilando quasi un trentello ad una squadra solida come lo Zalgiris e candidandosi al ruolo di spauracchio del torneo, un vero osso duro per tutti.

Importante anche la vittoria del Barca nel Classico, per ribadire il primato in classifica e per mettere fine ad un periodo di relativo appannamento, con un Mirotic in gran spolvero ed un Oriola solido e concreto; e in terra di Spagna il Bayern cade a Vitoria, con un Baskonia che tenta di agganciare un extremis la zona nobile.

Ma dopo questo turno un’ultima, ulteriore certezza ce l’abbiamo, ed è che Milano è una squadra che ha raggiunto lo status di avversaria che incute rispetto a chiunque.

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