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Questa 26esima giornata di Eurolega va in archivio lasciando alcuni punti fermi e rilanciando in modo prepotente una contender che fino ad ora non sembrava essere più in grado di replicare quanto fatto vederla scorsa stagione.

Prima di tutto Milano rimane ad un passo dalla vetta del girone… riesce a non cadere nella trappola del credere di fare un sol boccone… del Khimki, riesce a mantenersi concentrata e a battere i russi 84 a 74, mantenendo il terzo posto e facendo un ulteriore passo avanti verso i playoff e forse anche il sogno del primo posto nel girone ( la gara del Forum col Barcellona potrebbe essere decisiva in tal senso ).

Playoff nei quali potrà recitare un ruolo di prim’ordine in virtù del suo equilibrio di squadra e dell’esperienza vincente dei suoi veterani. A volte leggere le critiche esagerate o le iperboli trionfali di alcuni tifosi sui social fa sorridere, specialmente pensando che chi gioca stagioni simili va incontro a fisiologici momenti di alti e bassi: lo Zenit che aveva battuto l’Olimpia poi ha perso in casa di 29 col Valencia, tanto per dire una….

Non ci risulta che a San Pietroburgo qualcuno si sia buttato nella Neve, e sappiamo che Messina ha polso e nervi saldi per navigare in queste acque.

Ma la notizia di giornata è il ritorno in grande, grandissimo spolvero dell’Efes, che nel derby del Bosforo ha asfaltato il Fener per 106 a 74. Parliamo della settima forza del torneo, reduce da una striscia positiva lunghissima, dove anche stasera De Colo e Vesely hanno fatto una buonissima partita.

Ma è stato tutto inutile, la truppa di Ataman è partita a razzo, con un vantaggio sempre in doppia cifra e una facilità di gioco che ha ricordato la scorsa stagione ed un Micic formato Califfo, 37 punti e la chiara impressione di essere inarrestabile.

Se è questo l’Efes che si presenterà ai playoff la sensazione è che sarà molto impegnativo per chiunque trovarlo sulla propria strada.

Ai piani alti della classifica, vittorie per Real, CSKA e Bayern, che consolidano una posizione che comunque non può essere considerata tranquilla, visto che il record di Zalgiris e Valencia, le prime fuori dalla zona playoff è ad appena due vittorie di distanza dalle rivali che le precedono.

Ma è in coda che c’è il veleno, così la capolista Barcelona capitola 69 a 76 contro un Asvel ordinato e solido in difesa, che è alla sesta vittoria in fila e si lancia con decisione verso la zona playoff.

Un Cole da 21 e glaciale nel finale dalla linea della carità mette il timbro alla vittoria francese e mette ancora più incertezza nella volata finale: il doppio turno di settimana prossima sarà un importante punto di snodo per le ambizioni ed i destini di molti.

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