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Mentre dalla Turchia, sponda Efes, prende forza la voce di un offerta davvero importante per trattenere Micic, tentato dalle sirene NBA ma anche deciso a giocare bene tutte le sue carte e a non farsi relegare in fondo ad una panchina, l’Olimpia Milano chiude in velocità l’affare Grant e continua la sua azione per riportare al Forum Nick Melli, tenendo sempre un occhio in direzione Venezia in attesa di un segnale che sblocchi la trattativa per Tonut.

In questo caso il problema è di facile soluzione: Tonut è della Reyer, con un escape Eurolega solo nel 2022 e con la volontà del giocatore di provarci da subito che non incontra il placet della Società.

Solo una trattativa economica di alto livello potrebbe sbloccare la situazione; ma intanto Milano presenta Jerian Grant, profilo di alto livello per l’Eurolega,proveniente da Notre Dame e scelto al primo giro nel draft NBA del 2015, con una buona esperienza oltreoceano; è una combo guard di 196 cm, atletico, con grande propensione ad attaccare il ferro e dotato di un tiro da tre affidabile, unito a buone doti difensive e di passatore.

E’ un giocatore che non arriva per sostituire qualche partente ( a proposito: Punter termina oggi il contratto, ma non sembrano esserci accelerazioni di questa situazione, nemmeno imposte da un CSKA che si dice sia alquanto interessato a KP0 ), o per tamponare qualche uscita non preventivata: è uno che può ritagliarsi un ruolo autonomo e può crescere molto.

Ma anche da altre parti non si dorme, iniziando da Tel Aviv dove il Maccabi di coach Sfairopoulos piazza due colpi in rapida successione e dà un nuovo volto al suo reparto lunghi, riportando a casa quel Jailen Reynolds che tanto bene ha fatto al Bayern mancando di pochissimo le Final Four, ed assicurandosi i servigi di Derrick Williams, ala lata che a Valencia ha prodotto buone cifre ed un buon impatto su una squadra in corsa playoff fino all’ultimo.

Rivedremo poi vestito di giallo anche quel Nunnally, già MVP della serie A1 con Avellino, poi vincitore al Fener e di passaggio a Milano, senza aver lasciato però una grande impronta, e tanti ragazzi israeliani e stranieri che hanno ben figurato nel campionato israeliano, perchè la ricetta per far bene in Eurolega è quella di avere un supporting cast in grado di gestire le incombenze domestiche senza troppo gravare sui titolari di Coppa.

Attività importanti anche ad Oaka, tempio del Pana che dopo aver visto la partenza di Mitoglou per Milano ha visto l’arrivo del nuovo coach, Priftis, della point guard Perry e ha messo sul tavolo una proposta importante per blindare Papapetrou, elemento portante dei greens; inoltre la società ha incassato la dichiarazione di fedeltà di Hezonja, accostato al Barca ma che si è affrettato a smentire tutto e a dichiarare di voler restare ad Oaka per molto tempo.

Da notare che i dirigenti greci hanno anche avanzato una proposta di istituire un salary cap e comunque un sistema di contenimento delle spese, candidandosi ad un ruolo centrale in un organizzazione che ha visto ridurre sensibilmente i poteri del deus ex machina Bertomeu, fino ad adesso incontrastato CEO di Eurolega.

Restiamo in Grecia, ma per celebrare Vassilis Spanoulis, che si ritira dal basket giocato per ascendere direttamente nel’Olimpo degli Dei del Basket, dove comunque il cuore degli appassionati l’ha già collocato.

E perchè il passato è la condizione necessaria del futuro, ecco che l’Asvel di Tony Parker si è assicurato il prospetto francese Wenbanyama, 18 anni, 218 cm ed un futuro luminoso davanti….anche per queste storie, stay tuned!!!!

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