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Dopo 16 anni Milano sbanca il campo del Real Madrid per 80 a 76, e lo fa sfoderando una prestazione difensiva solida e per tutti i 40 minuti, e restando calma, addirittura glaciale nei momenti in cui la rimonta madridista sembra incontenibile.

Le assenze sui due fronti sono pesanti, ma questo non condiziona la partita, che sin dall’inizio vive sul duello tra le difese e su un equilibrio generale che dura l’intero primo tempo ( 39-39 all’intervallo).

Qui Milano getta le basi per la vittoria, impedendo la fuga del Real grazie ad una difesa attenta, sempre pronta a sporcare le linee di passaggio degli avversari, a recuperare palloni e ripartire in transizione; inoltre riesce a mantenere un controllo deciso sulla partita e a non perdere mai di lucidità, mentre Datome con un 4/4 dal campo spegne le velleità del Real. 

Dopo la sosta lunga Milano confeziona un terzo quarto capolavoro, con un parziale di 16 a 2, colpendo freddamente in transizione e non concedendo nulla agli attacchi madridisti. 

Moraschini con 10 rimbalzi può essere preso a simbolo di questa attitudine, di questa attenzione che permette a Milano di scavare il solco, proprio in quel terzo quarto che in tempi anche recenti coincideva in molte partite con veri e propri blackout. 

Invece quello che sembra essere la cifra distintiva di questa stagione di Eurolega per Milano è a nostro parere la solidità e la tranquillità che vengono dalla presenza di giocatori esperti e vincenti: il contributo dei vari Rodriguez, Hines, Datome e Micov va molto al di là delle statistiche e incide sulle prestazioni dell’intera squadra. 

Resistere alla veemente rimonta del Real, guidata da un J. C. Carroll inesauribile, resistere senza andare in affanno e senza cadere anche nelle trappole comportamentali di cui il Real è maestro è un grande segnale, quello che forse consacra la maturità di un gruppo solido e ben guidato. 

A metà stagione, e con un record di 10-7 si può seriamente pensare ai playoff, con la consapevolezza che la strada è ancora lunga ma che quest’anno la testa è la faccia sono quelle giuste. 

Fonte e articolo : Marco Ghisalberti

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