Considerazioni sui giochi a due… e “Decido io”

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Considerazioni sui giochi a 2 nel basket ( prof. Maurizio Mondoni)


Ogni giocatore possiede un suo “potenziale di azione di gesti e movimenti” che deve mettere in campo quando gioca con un altro e se durante gli allenamenti sono stati creati i presupposti per giocare con un altro

, c’è la disponibilità a collaborare: vedere dove si trova il compagno, se è libero o “marcato”, in che parte del campo si trova, che tipo di difesa è attuata dalla squadra avversaria, se è “destro” o “mancino”, etc.
Durante gli allenamenti bisogna allenare il cervello non solo i muscoli e si deve allenarlo a prendere delle decisioni in tempi brevissimi e nei giochi a 2 e a 3 le decisioni devono ………….. “baciarsi”, solo così si potranno innamorare!
I campi recettivi non sono una caratteristica esclusiva delle cellule degli organi sensoriali, bensì sono trasmessi anche al cervello: il contatto sulla palla (recettori tattili), il contatto con l’altro, la retina dell’occhio (recettori visivi: vedere dove si trova il compagno), la percezione dello spazio (recettori spaziali), il tempo a disposizione per concludere l’azione (recettori visivi: guardare quanto tempo abbiamo).
Tutto questo permette ai giocatori in attacco di mettere in atto una strategia (relativamente al comportamento dei difensori), che deve essere “risolta in breve tempo” e modificata se è necessario (es. iniziare un “dai e vai”, non si può, iniziare un “dai e segui” e così di seguito,…..continuità dell’azione).
Quando parte il codice di azione in attacco (chiamare un gioco: “segnale visivo” o “uditivo”), inizia lo stratagemma del cervello, che mette in atto tutto il suo potenziale elettrico e fornisce ai due giocatori in attacco e ai due giocatori in difesa innumerevoli possibilità di comportamento.
Non mi piacciano i giocatori “soldatini” che ubbidiscono all’Istruttore, mi piacciono i giocatori creativi, fantasiosi, eclettici e se sbagliano qualche passaggio (es. dietro schiena), non puniamoli ma applaudiamoli, significa che hanno enormi potenzialità creative.
Nei giochi a 2 i due giocatori in attacco iniziano a parlare tra di loro (metaforicamente) e devono il più velocemente confezionare un pensiero da mettere in atto motoriamente: lasciamoli costruire delle frasi con un senso (gioco a 2), educhiamo la loro fantasia, la loro acutezza, la loro sensibilità.
Il basket è 1 c 1 con la palla e 1 c 1 senza palla e quando mettiamo assieme le due situazioni creiamo le collaborazioni (dai e vai, dai e segui, dai e blocca).
Creiamo una pallacanestro più semplice per i nostri giovani giocatori, basta schemi cervellotici, creiamo un mondo cestistico adatto a loro!

“DECIDO IO”
Bambini disposti su 3 file a fondo campo, fila in mezzo con i palloni
– al via dell’Istruttore il bambino con la palla decide: se passa ad
uno dei 2 giocatori esterni gioca 2 c 1 (difende quello che non ha
ricevuto), se parte in palleggio gioca 1 c 2
variante: in caso di scelta 1 c 2, l’attaccante può cambiare canestro
prima della metà campo

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