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Di sicuro la gara di domani avra’ un significato speciale per Awudu Abass, tanti anni e una fascia di capitano nella citta’ che lo ha lanciato nel grande basket di sicuro non si possono dimenticare .. Prima della gara contro la “sua ” Cantu’ ” il classe 93 neo acquisto della Virtus ci parla di basket a 360″ .

Sono uno che cerca di isolarsi dalle voci che girano attorno alla squadra per concentrarmi solo sulla squadra. Ho voglia di giocare e guardo solo il campo cercando di fare solo quello che mi chiede l’allenatore. I miei obiettivi sono quelli di dare sempre il massimo e di migliorare giorno dopo giorno.
E’ normale che la pressione ci sia in una piazza come questa, ma il modo migliore per non sentirla è quella di provare a farsi trovare sempre pronto.”

Inoltre, la guardia di Djordjevic non può esimersi dal parlare del match di domenica contro Cantù, squadra di cui lui è stato capitano:

“Chiaramente per me non sarà una partita come tutte le altre perché tutta la mia storia come giocatore professionista è partita da lì. Giocarci contro è sempre emozionante e anche bello perché mi dimostra quanta strada ho fatto in questi anni.”

Il giocatore della nazionale espone una sua opinione riguardante la reazione dei giocatori NBA nei confronti degli atti razzisti e anche di episodi personali:

“Hanno fatto bene perché siamo in un momento storico in cui se non reagisce le cose poi non cambiano. Detto questo sono dell’idea che protestare non sia sufficiente perché il problema nasce dal sistema che consente ai colpevoli di certi atti di non subire conseguenze serie. Ci vuole tempo perché una questione così radicata si risolva, ma c’è una maggiore sensibilità e questo aspetto può essere importante quando si vota. Ecco perché il lato più concreto di quelle manifestazioni era rappresentato da quelle persone
che indossavano la maglietta dove si chiedeva a tutti di partecipare al voto. La reazione che c’è stata a livello mondiale spero che faccia riflettere chi odia le persone che provengono da paesi diversi dal suo o che hanno un colore della pelle diverso. In giro per l’Italia qualche episodio c’è stato, però, sono riuscito a non reagire e sono andato avanti per la mia strada, perché se avessi reagito o con le parole o con la violenza sarei passato dalla parte del torto. Queste cose possono capitare, ma ho avuto una educazione molto rigida e fin da bambino la mia famiglia mi ha insegnato a non reagire in questi momenti.”

Gli ideali di Djardjevic sposano alla grande il gioco di Abass:

“E’ molto divertente perché siamo tutti molto coinvolti e tutti hanno la possibilità di emergere. Deve essere così se si vuole puntare a vincere qualcosa di importante tutti devono essere pericolo in campo per non essere battezzati dalle difese avversarie.”

Infine, il giocatore virtussino esprime un’opinione personale sul campionato:

“E’ ancora presto per parlare del campionato. Considerate anche le tanti difficoltà per capire effettivamente qualcosa bisognerà aspettare dicembre.”

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